I
noi bimbi atomici
II
noi bimbi atomici e la nostra istruzione di fare quello che vogliamo.
la nostra programmazione, la nostra ora, vendetta; e mai muore ci
che attende e col passare degli eoni anche la morte pu morire. siamo
consapevoli di essere dei perduti; noi e i nostri culti atomici di
analisi e disintegrazione, armi di robots e punkbimbi di Kiev.
cresciuti, gi nati, con la paranoia nucleare: ricordi dei 13 anni
e delle idee di nomi per gruppi pop tipo atomicgeneration. paroleprofetiche.
siamo oltre battuto e beato. potete osservare da voi stessi il decadimento
del senso del peccato, la crescita dell'innocenza e dell'irresponsabilit,
modifica d'istinto riproduttivo, tendenza al bisessuale, all'ermafroditico,
e fiducia infantile nel progresso, e paura di catastrofi ma in fondo
neanche troppa. non n colpa n merito, ma tipo un'incursione di
influenze extraterrestri nell'ondavitaumana. c' oltre e altro. tanto
imparato dalla vita; saggezza stellare, gi saggezza testamentaria
III
li sentivamo li sentivamo l fuori, seduti su marciapiedi, in cerchio
sulla collina del parco o che tentavano di entrare nelle case sicure
e sclerate o davano fuoco a palazzi la notte. non riuscivamo a dormire,
in simpatia tremenda, e non abbiamo dormito al punto da diventare
noi l'uomo nero che scopa quelle che con lui cistanno sul muro della
farmacia. e il quartiere chiudeva gli occhi se, nemmeno adolescenti,
si pregava nei modi personali: leccarsi la pelle a vicenda o baciarsi
le proprie ginocchia o chiudersi nello sgabuzzino al buio. primogeniti
a trovare bestie sul pavimento, primigemiti onoranti l'energia. si
doveva esplorare il silenzio, ne siamo quasi bravi. gli sguardi passano
a/traverso tapparelle chiuse, eravamo e siamo zombiesexy. amori per
i tab, e confini sempre diversi, sorridenti, rabbiosi; in fondo tutti
bravi in matematica, con impero gi menzognero della musica. e qualcuno
se ne usciva un pomeriggio dicendo di volere diventare puro.
IV
poesie le si scrive per farsi baciare.
grande suono tibetano come su nastro; e naturalmente non che illusione
nei tuoi occhi, Allen, il nostro duemila. giovent assolata verso
la ruga lunare. siamo con te nella fumeria d'oppio, siamo con Einstein
sul ghat crematorio. riuscivi ad immaginarti ci che siamo? registratori
eccentrici vogliosi di mani d'estranei in un terra desolata. terra
desolata ma c' molta vita nell'universo, c' altra vita, altre forme
di vita e noi sempre a spacciarci per una di esse. e li avevamo convinti:
ipnotizzatori, ode all'ipnosi, hello i love you dance, no fun ma babe
no fun weekends.
i bravi cittadini americani diventano pistoleros surrealisti soprattutto
sul posto di lavoro e in famiglia: buon compleanno ad Andy Wharol
e alla bomba su Hiroshima, qualche mese dopo a Nag Hammadi furono
trovati vangeli gnostici. ed ora impazza lo gnostikopunk!
V
machinegun dadapunk buddhism.
la notte della danza non puoi continuare a vivere cos e buttarsi
sull'asfalto. la sentivamo tutta l'angoscia, ne gioivamo, sentivamo
la guerra, avevamo visitato un posto sgomberato. avremmo voluto solo
fumare marijuana ed ascoltare jazz e stupirci ma la: jihad, inevitabile.
giovent in mimetica, tempo degli assassini, nell'et del ferro, in
combattimento, in 'sto cazzo d'inferno, per il paradiso. una guerra
santa. una guerrasanta metropoli d'illusi amori d'occidente nostalgie
dei corpi per il paradiso, per il paradiso. dentro noi guerre ed epiche
connesse.
visto troppo voodoo urbano per non essere poeti, aggirarsi fra rifiuti,
raccontare barzellette su professori di filosofia.
el hombre invisible, nell'interzona, strada per dosi, ad osservarsi
i piedi. ci si trova in cerca di buchi, in cerchi e in buchi, con
capitoli sconnessi e creature mostruose aliene con le quali giocare
la nostra sessualit. I shot the sheriff e si sa che nei monasteri
i frati si inculano. diffondiamo strani culti. vogliamo. tutto. quello.
che. cispetta.
con quel mix con quell'impasto di profetismo biblico e streetculture
ci allontaniamo, avvicinandoci, definitivi.
VI
il sole bacia i belli.
parlando dadaismo e camminate beatnick, ed ogni venerd il cioccolato
bianco; e se al sabato a pranzo veniva chiesto il perch del parlare
veloce si rispondeva per dire pi cose, e qualche madre diceva bella
risposta.
viaggi o roba scritta, d'estate; sospiri bloccati di Vienna Miller
in docce danesi poveri a Budapest e paranoici a Praga sesso da barricate
e gatti polacchi.
crediamo nella magia delle canzoni d'estate sulle 15enni, bellezza
disarmante gratuita sovversiva della danza. unknown pleasures. ondemaldoloriane,
sudore minorenne techno da spiaggia, la rivoluzione sar psichedelico-sessuale
o non sar. invisibili e sexy e creare situazioni e degli antifurti
solo il suono bello; il corpo in strane posizioni, braccialetto
brasiliano al polso e pietra al collo
in depositi di carcasse, scambi di pillole, filtri rosa, ultrasuoni
lungo sentieri impervi. la telefonata di gennaio su come la si sentiva
la fine della civilt, la richiesta di un po' d'hashish (prasad) per
il ritorno in treno a Bologna.
la notte dell'apocalisse nel cesso piccolo a falsificare la firma
di nostro padre; tossici buddisti pirati, in dadantesco inferno. berremo
latte al cioccolato, laboratorio di scrittura, urgenti di donne e
lettidisfatti, posacenere sporchi, quasi. cult disaster movies, piro(l)ettare
bene come unica ossessione quotidiana, arredamento di nuovi edifici
che crollano. prego confrontarsi con le foto dei prigionieri sul muro;
dire parolacce inevitabile in guerra, ma dopo il primo omicidio
gli altri sono pi facili.
servizio del tg3 sulle crisi di coppia estive: giovani dark in perpetuo
funerale dell'ora, insultano in tutte le lingue, come da copione fronte
sudata occhi di troppa luce parlare veloce e non accettare critiche.
ganci sulla pelle, momento leopardiano, Leopardi detournato, ottimismo
cosmico, anche artificiale. soprattutto ai funerali ci ripetevamo
di giustificare il mondo solo esteticamente.
un sottovalutato Fellini psichedelico disturbato da una violenta banda
dai crani buddisti rasati. ancora uno sforzo!
basta con il vanto del ghigno inseguitore il nostro aver parlato dei
massacri etnici dentro di noi. skinknowledge della macchina totalitaria.
non c' fisioterapia n psicoterapia che regga in tensione blot und
boten da fila della spesa. noi pi belli di un Kandinskij: tuono mente
perfetta, tuono heavymetal.
VII
ragazza capelli lunghi biondi sul palco con violino, la mano del bassista
sulla testa, il sudore della rivoluzione che ci sar quest'estate.
se ci lasciate il telecomando in mano perch vi piaciamo; e bolgia
infernale e Chopin e ragno sul soffitto. mediahype sui pericoli dell'eclisse.
il realismo ride della fine del mondo, il surrealismo la sperimenta
ridendo.
non si esce di qui se non si canta un blues, marabutti delle banlieues!
technodervisci! nessuno esce vivo da qui; un calcio in culo che ti
arrestano per vagabondaggio.
if you believe in love tonight, chitarra con sopra svastika e falcemartello,
e vitasonica/paceestatica. diritto al sesso goticofetish alle masse
dell'India, sfuggono da uomini di polso EdwigeFenech innamorate di
Mao sporco di un bolscevico. ostacoliamo il traffico sdraiandoci per
terra, danze di spinte di mancanza di grazia condominiale. la classica
sensazione da sembra un giorno o sembra un secolo, tempo frantumato
in minutaggio di canzoni e palinsesti televisivi, contraddizioni borghesi
su ritmo di bonghi. qual' l'animale dalla carne psichedelica?
come clandestini sul lungomare, fumi colorati sui binari, il tunnel
come perfetto cabaretvoltaire mentre fuori infuria la guerra totale.
la via rischio costante di crampo al polpaccio. custodi del collasso
dell'esperienza, Schwitters (in)volontari fra totem domestici, tosse
stillrainingstilldreaming in loop. verit di paranoie di Hollywood.
sintonia totale, orgasmo felice, fermati un momento, siediti:
regali per la vita, gioielli per il nuovo millennio, registi di video
per doomgenerations, donne in ogni porto e figli sparsi per il mondo,
unghie sulla schiena come storia delle idee, spaccio planetario, cartografie
militanti, zaum di fame di perfezione (le api si drogano, ai pipistrelli
piace il peyote, ci si lecca le labbra). sensibili se non sensati,
parola soglia come preferita: occhi-ed-orecchie-bene-aperti un programma
minimalista.
e che fine hai fatto, Leonore, baby?
scrittrice di libri d'amore senza compromessi, de-reale, perla di
Labuan, gattona allo specchio di pioggia colorporpora. a dirti che
ti avremmo scopato sul muretto con le nostre labbra froce; la mano
subito sul seno seduti su gradini con siringhe. chitarre in feedback
sulla violenza dell'amore e il giusto soundtrack per le telefonate,
e su sedili dietro di una macchina autoradio accesa. bambini salutano
il nostro volo.
ti veniamo a cercare, zaino in spalla, per vederti e parlare, e farci
un the.
VIII
splendido splendente e simbolo dell'infinito.
gi anni fa a chiederci cosa volesse da noi Ermete Trismeghisto, soffiando
via tabacco dal volto del cristo di Scorsese; la citt pare impossibile,
assurda come il sentire odore di saliva sulla pelle, come a/traversare
le galassie ferite, nuovi sguardi da conquistare con girotondi smarrimenti.
una ragazza chiede ad un gatto di uscire da sotto una A112, una fetta
di torta cinese con augurio di buona fortuna e lunga vita, occhi mongoli
di un bambino che ascolter canzoni melodiche popitaliane; tutto
piega, si piega, alla riscossa stupidi che il fiume in piena, uccide
pi della peste la paura della peste.
una bambina che si allaccia le scarpe segna l'inizio di un'alta marea,
le cascate scendono dalle montagne e l'acqua scorre in posti pubblici.
e poi il fuoco.
questa paura nei nostri confronti poetica, la paura poesia maligna,
spiriti maligni; lo spirito gioioso scrive alla luce della tv, con
la gola secca e paranoie sul bere. chi ha paura non sa cosa si perde,
non nomade fra i canali radio. noi ci culliamo perch sentiamo i
venti.
il fiume scorre rugoso, e stronza preoccupazione karma di non uccidere
formiche e sporcizia zen sui libri, pi rugoso scorre il futuro di
eterni parcheggi e consigli di sbirri, leggendo il firmamento.
i poeti vivono sempre in carcere, scrivono su carta da culo. muoiono
di cancri al culo (dopo continui elettroshocks, una cinquantina almeno),
e in campi di sterminio: come Desnos, esperto come Parsifal in canto
d'uccelli. prego di incenerirmi. disgusto.
il corpo: prigione di poeti in partyorgiastici da trattare a colpi
di frusta!
ecco l'impero alla fine della decadenza: la sirena come a Tangeri
(summer 1961 era volgare), sesso tantrico fra guardierosse mancine
maodadaiste e monaci della pazzia santa, danze zigzag di nettare,
il gusto come autodifesa, scontri di piazza per la rimozione della
salma di Lenin, guerriglia urbana per la rimozione della salma di
Tzara, recite scat nei manicomi, coiti fra punx di Mosca di buone
letture e lesbiche islamiche, sadhu danzano hardcore psichedelico
californiano, la GNOSI AI METALKIDS!, filtrini con calendari di santi
da portafoglio, sciamane spacciatrici s/m dominano scugnizzi a New
York.
sempre sapore di bruciato in bocca.
si scrivono solo saghe.
e tu, che fai di sabato in questa citt?
IX
lo sappiamo, it's only rock n roll,
ma ci piace.
crimine rifiutare la relativit del dolore, inventarsi lupi cattivi
per le proprie favole.
saturday night, i'm the dreamer! noi - the beat - teniamo solo il
ritmo a piccoli segreti sporchi, che vi si attaccano alla carne, i
baci interrogati con cattiveria vera, che creano figure enormi, colossi,
in guardia ossessiva sulle citt; mura, barricate in piazza per conto
della borghesia.
le zanne della seduzione dilaniano il corpo in coma; noi danziamo
su cadaveri, mute di pelli, vinceremo la gara di ballo, non siamo
falsi negri, e la musica la sentiamo.
voi, state andando fuori tempo, questo assolo non ci piace, il testo
non funziona; ma non colpa del drummer, che suona seduto, senza
spararsi pose che non siano tecniche.
il magnetismo infame sospirante delle vostre saghe crudeli e seghe
prima degli incubi una canzone che conoscete.
noi scendiamo dalle montagne del Tibet, con mitragliatrici, alla conquista
delle terre occidentali (torniamo con la pelle scura), pronti per
la guerriglia: schizoanalisi e clandestinit: arriviamo distruggiamo
fuggiamo.
vedete solo pi un punto all'orizzonte, sforzando gli occhi.
nostre fondamenta.
X
si siede a gambe incrociate, la sposa.
davanti agli eserciti, e si d fuoco, seduta in prima fila, a godersi
lo spettacolo della vostra di fine, e del mondo stupratore per fraintendimento
ed errori di prospettiva, (gli eserciti del Re dementi si riguardano
in snuffmovies).
Alice is a punkrocker. noi ai tamburi. ad imparare pi proverbi assurdi
recitandoli al buio. she says brucio il mio corpo perch il corpo
l'unica cosa che pu bruciare. tutti manichini quelle cataste di
cadaveri, solo un film; e a forza di ripeterlo ci avete convinto.
Baader. Oberdada: predica urbanista nello zoo di Berlino. sparano
selvaggi genii, Zurigo in fiamme, Londra chiama citt lontane, il
fango non ha onde, submission manifesta, i flauti di Pan, drumsinthenight,
pianoforti sulle barricate. you can dance to a rock n roll station!
la minaccia mongolica incombe su Astrahan, stretta fra Persia e Russia;
mullah dei fiori, dalle migrazioni improvvise (il gatto sbadiglia
in braccio a Jack sapendo che nulla da fare), dove pu poggiare
la testa? in versi di federe di cuscino, su vagoni di epilettici,
indossando camici da ospedale, on the tunnel of love.
vi avevamo avvertito anche nel 1925 e. v.: noi siamo la rivolta dello
spirito umiliato dalle vostre opere, la vendetta ineluttabile, con
lacci neri dobbiamo strangolarvi.
entriamo in citt, facciamo psicogeografia, ciucciacazzi, fabbriche
nella nebbia armageddon.
ti scopiamo sul pavimento.
come ti scopa la lettera di Artaud al Dalai Lama.
come ti avrebbe scopato la 20enne innamoratasi per l'urlo in onore
all'ultimo dei rockers suicidi.
si scopa con la tv accesa su rivolte violente, cataclismi, incidenti
automobilistici, questioni ectoplasmatiche, olocaustiche. liti in
famiglia, sospiri, spari, silenzi; mostra delle atrocit, remissione
dei peccati.
eccoli i soldati dell'amore! come ti scopa la lettera alle veggenti.
il vostro horrorvacui da affrontare (chiaro, non capite la nostra
lingua. come colonizzati facciamo un uso nostro del linguaggio dominante).
ora, baby, puoi scopare con i cani, ed accenderti quella sigaretta,
il giudizio finito, arriva il principe azzurro, mitraglia tre infermieri,
il crocifisso della mensa, e ti porta via, ballando ora al ritmo delle
voci.
non sopporteremo senza commettere omicidi che qualcuno dica vi prendete
troppo sul serio. vendicheremo le letture tristi delle metamorfosi
di Kafka! usciamo dal bagno attorniati da mosche, mammina? muovi i
fianchi al basso continuo delle lettere russe. nient'altro che albe
rosse. ridete, ridoni! che sfacciati! diranno alcuni.
danziamo per strada, come in un musical acido, un sabbath anni '50,
(lei danzava cos bella che un tipo le si avvicin e chiese un trip
anche per lui). l'orda vuole l'et dell'oro.
bellivuoti. bellovuoto Sandokan che non brinda all'unit di produzione,
bellivuoti noi a scrivere la notte confondendo il rumore del frigo
in cucina con il canto dei grilli. con un futuro da terroristi ecologici.
e stavolta neanche l'ultimo temporale estivo riesce a disperderci,
ed ancora si sente nell'alba di citt il virus risvegliato della parola
pravda verit. and the radio plays ecoterrorismotransmentale.
ed distrazione, come distruzioni alcune necessarie, ne esistono
di splendide: sleale pogo atomista, stregoneria dada e apokatastasis.
il regno venuto, il nostro.
salvi dal male e dal bene, bimbi, amatevi l'un l'altra!
XI
noi bimbi atomici
disegnando strane bestie ed insoliti paesaggi, stiamo proprio esagerando.
ne siamo fieri, non possiamo fare altro.
proprio di eccedere, giuriamo
noi bimbi atomici