Sparajurijlab
     
  Wir atomkinder
 

I
noi bimbi atomici

II
noi bimbi atomici e la nostra istruzione di fare quello che vogliamo. la nostra programmazione, la nostra ora, vendetta; e mai muore ci che attende e col passare degli eoni anche la morte pu morire. siamo consapevoli di essere dei perduti; noi e i nostri culti atomici di analisi e disintegrazione, armi di robots e punkbimbi di Kiev.
cresciuti, gi nati, con la paranoia nucleare: ricordi dei 13 anni e delle idee di nomi per gruppi pop tipo atomicgeneration. paroleprofetiche. siamo oltre battuto e beato. potete osservare da voi stessi il decadimento del senso del peccato, la crescita dell'innocenza e dell'irresponsabilit, modifica d'istinto riproduttivo, tendenza al bisessuale, all'ermafroditico, e fiducia infantile nel progresso, e paura di catastrofi ma in fondo neanche troppa. non n colpa n merito, ma tipo un'incursione di influenze extraterrestri nell'ondavitaumana. c' oltre e altro. tanto imparato dalla vita; saggezza stellare, gi saggezza testamentaria

III
li sentivamo li sentivamo l fuori, seduti su marciapiedi, in cerchio sulla collina del parco o che tentavano di entrare nelle case sicure e sclerate o davano fuoco a palazzi la notte. non riuscivamo a dormire, in simpatia tremenda, e non abbiamo dormito al punto da diventare noi l'uomo nero che scopa quelle che con lui cistanno sul muro della farmacia. e il quartiere chiudeva gli occhi se, nemmeno adolescenti, si pregava nei modi personali: leccarsi la pelle a vicenda o baciarsi le proprie ginocchia o chiudersi nello sgabuzzino al buio. primogeniti a trovare bestie sul pavimento, primigemiti onoranti l'energia. si doveva esplorare il silenzio, ne siamo quasi bravi. gli sguardi passano a/traverso tapparelle chiuse, eravamo e siamo zombiesexy. amori per i tab, e confini sempre diversi, sorridenti, rabbiosi; in fondo tutti bravi in matematica, con impero gi menzognero della musica. e qualcuno se ne usciva un pomeriggio dicendo di volere diventare puro.

IV
poesie le si scrive per farsi baciare.
grande suono tibetano come su nastro; e naturalmente non che illusione nei tuoi occhi, Allen, il nostro duemila. giovent assolata verso la ruga lunare. siamo con te nella fumeria d'oppio, siamo con Einstein sul ghat crematorio. riuscivi ad immaginarti ci che siamo? registratori eccentrici vogliosi di mani d'estranei in un terra desolata. terra desolata ma c' molta vita nell'universo, c' altra vita, altre forme di vita e noi sempre a spacciarci per una di esse. e li avevamo convinti: ipnotizzatori, ode all'ipnosi, hello i love you dance, no fun ma babe no fun weekends.
i bravi cittadini americani diventano pistoleros surrealisti soprattutto sul posto di lavoro e in famiglia: buon compleanno ad Andy Wharol e alla bomba su Hiroshima, qualche mese dopo a Nag Hammadi furono trovati vangeli gnostici. ed ora impazza lo gnostikopunk!

V
machinegun dadapunk buddhism.
la notte della danza non puoi continuare a vivere cos e buttarsi sull'asfalto. la sentivamo tutta l'angoscia, ne gioivamo, sentivamo la guerra, avevamo visitato un posto sgomberato. avremmo voluto solo fumare marijuana ed ascoltare jazz e stupirci ma la: jihad, inevitabile.
giovent in mimetica, tempo degli assassini, nell'et del ferro, in combattimento, in 'sto cazzo d'inferno, per il paradiso. una guerra santa. una guerrasanta metropoli d'illusi amori d'occidente nostalgie dei corpi per il paradiso, per il paradiso. dentro noi guerre ed epiche connesse.
visto troppo voodoo urbano per non essere poeti, aggirarsi fra rifiuti, raccontare barzellette su professori di filosofia.
el hombre invisible, nell'interzona, strada per dosi, ad osservarsi i piedi. ci si trova in cerca di buchi, in cerchi e in buchi, con capitoli sconnessi e creature mostruose aliene con le quali giocare la nostra sessualit. I shot the sheriff e si sa che nei monasteri i frati si inculano. diffondiamo strani culti. vogliamo. tutto. quello. che. cispetta.
con quel mix con quell'impasto di profetismo biblico e streetculture ci allontaniamo, avvicinandoci, definitivi.

VI
il sole bacia i belli.
parlando dadaismo e camminate beatnick, ed ogni venerd il cioccolato bianco; e se al sabato a pranzo veniva chiesto il perch del parlare veloce si rispondeva per dire pi cose, e qualche madre diceva bella risposta.
viaggi o roba scritta, d'estate; sospiri bloccati di Vienna Miller in docce danesi poveri a Budapest e paranoici a Praga sesso da barricate e gatti polacchi.
crediamo nella magia delle canzoni d'estate sulle 15enni, bellezza disarmante gratuita sovversiva della danza. unknown pleasures. ondemaldoloriane, sudore minorenne techno da spiaggia, la rivoluzione sar psichedelico-sessuale o non sar. invisibili e sexy e creare situazioni e degli antifurti solo il suono bello; il corpo in strane posizioni, braccialetto brasiliano al polso e pietra al collo
in depositi di carcasse, scambi di pillole, filtri rosa, ultrasuoni lungo sentieri impervi. la telefonata di gennaio su come la si sentiva la fine della civilt, la richiesta di un po' d'hashish (prasad) per il ritorno in treno a Bologna.
la notte dell'apocalisse nel cesso piccolo a falsificare la firma di nostro padre; tossici buddisti pirati, in dadantesco inferno. berremo latte al cioccolato, laboratorio di scrittura, urgenti di donne e lettidisfatti, posacenere sporchi, quasi. cult disaster movies, piro(l)ettare bene come unica ossessione quotidiana, arredamento di nuovi edifici che crollano. prego confrontarsi con le foto dei prigionieri sul muro; dire parolacce inevitabile in guerra, ma dopo il primo omicidio gli altri sono pi facili.
servizio del tg3 sulle crisi di coppia estive: giovani dark in perpetuo funerale dell'ora, insultano in tutte le lingue, come da copione fronte sudata occhi di troppa luce parlare veloce e non accettare critiche. ganci sulla pelle, momento leopardiano, Leopardi detournato, ottimismo cosmico, anche artificiale. soprattutto ai funerali ci ripetevamo di giustificare il mondo solo esteticamente.
un sottovalutato Fellini psichedelico disturbato da una violenta banda dai crani buddisti rasati. ancora uno sforzo!
basta con il vanto del ghigno inseguitore il nostro aver parlato dei massacri etnici dentro di noi. skinknowledge della macchina totalitaria. non c' fisioterapia n psicoterapia che regga in tensione blot und boten da fila della spesa. noi pi belli di un Kandinskij: tuono mente perfetta, tuono heavymetal.

VII
ragazza capelli lunghi biondi sul palco con violino, la mano del bassista sulla testa, il sudore della rivoluzione che ci sar quest'estate. se ci lasciate il telecomando in mano perch vi piaciamo; e bolgia infernale e Chopin e ragno sul soffitto. mediahype sui pericoli dell'eclisse. il realismo ride della fine del mondo, il surrealismo la sperimenta ridendo.
non si esce di qui se non si canta un blues, marabutti delle banlieues! technodervisci! nessuno esce vivo da qui; un calcio in culo che ti arrestano per vagabondaggio.
if you believe in love tonight, chitarra con sopra svastika e falcemartello, e vitasonica/paceestatica. diritto al sesso goticofetish alle masse dell'India, sfuggono da uomini di polso EdwigeFenech innamorate di Mao sporco di un bolscevico. ostacoliamo il traffico sdraiandoci per terra, danze di spinte di mancanza di grazia condominiale. la classica sensazione da sembra un giorno o sembra un secolo, tempo frantumato in minutaggio di canzoni e palinsesti televisivi, contraddizioni borghesi su ritmo di bonghi. qual' l'animale dalla carne psichedelica?
come clandestini sul lungomare, fumi colorati sui binari, il tunnel come perfetto cabaretvoltaire mentre fuori infuria la guerra totale. la via rischio costante di crampo al polpaccio. custodi del collasso dell'esperienza, Schwitters (in)volontari fra totem domestici, tosse stillrainingstilldreaming in loop. verit di paranoie di Hollywood.
sintonia totale, orgasmo felice, fermati un momento, siediti:
regali per la vita, gioielli per il nuovo millennio, registi di video per doomgenerations, donne in ogni porto e figli sparsi per il mondo, unghie sulla schiena come storia delle idee, spaccio planetario, cartografie militanti, zaum di fame di perfezione (le api si drogano, ai pipistrelli piace il peyote, ci si lecca le labbra). sensibili se non sensati, parola soglia come preferita: occhi-ed-orecchie-bene-aperti un programma minimalista.
e che fine hai fatto, Leonore, baby?
scrittrice di libri d'amore senza compromessi, de-reale, perla di Labuan, gattona allo specchio di pioggia colorporpora. a dirti che ti avremmo scopato sul muretto con le nostre labbra froce; la mano subito sul seno seduti su gradini con siringhe. chitarre in feedback sulla violenza dell'amore e il giusto soundtrack per le telefonate, e su sedili dietro di una macchina autoradio accesa. bambini salutano il nostro volo.
ti veniamo a cercare, zaino in spalla, per vederti e parlare, e farci un the.

VIII
splendido splendente e simbolo dell'infinito.
gi anni fa a chiederci cosa volesse da noi Ermete Trismeghisto, soffiando via tabacco dal volto del cristo di Scorsese; la citt pare impossibile, assurda come il sentire odore di saliva sulla pelle, come a/traversare le galassie ferite, nuovi sguardi da conquistare con girotondi smarrimenti.
una ragazza chiede ad un gatto di uscire da sotto una A112, una fetta di torta cinese con augurio di buona fortuna e lunga vita, occhi mongoli di un bambino che ascolter canzoni melodiche popitaliane; tutto piega, si piega, alla riscossa stupidi che il fiume in piena, uccide pi della peste la paura della peste.
una bambina che si allaccia le scarpe segna l'inizio di un'alta marea, le cascate scendono dalle montagne e l'acqua scorre in posti pubblici. e poi il fuoco.
questa paura nei nostri confronti poetica, la paura poesia maligna, spiriti maligni; lo spirito gioioso scrive alla luce della tv, con la gola secca e paranoie sul bere. chi ha paura non sa cosa si perde, non nomade fra i canali radio. noi ci culliamo perch sentiamo i venti.
il fiume scorre rugoso, e stronza preoccupazione karma di non uccidere formiche e sporcizia zen sui libri, pi rugoso scorre il futuro di eterni parcheggi e consigli di sbirri, leggendo il firmamento.
i poeti vivono sempre in carcere, scrivono su carta da culo. muoiono di cancri al culo (dopo continui elettroshocks, una cinquantina almeno), e in campi di sterminio: come Desnos, esperto come Parsifal in canto d'uccelli. prego di incenerirmi. disgusto.
il corpo: prigione di poeti in partyorgiastici da trattare a colpi di frusta!
ecco l'impero alla fine della decadenza: la sirena come a Tangeri (summer 1961 era volgare), sesso tantrico fra guardierosse mancine maodadaiste e monaci della pazzia santa, danze zigzag di nettare, il gusto come autodifesa, scontri di piazza per la rimozione della salma di Lenin, guerriglia urbana per la rimozione della salma di Tzara, recite scat nei manicomi, coiti fra punx di Mosca di buone letture e lesbiche islamiche, sadhu danzano hardcore psichedelico californiano, la GNOSI AI METALKIDS!, filtrini con calendari di santi da portafoglio, sciamane spacciatrici s/m dominano scugnizzi a New York.
sempre sapore di bruciato in bocca.
si scrivono solo saghe.
e tu, che fai di sabato in questa citt?

IX
lo sappiamo, it's only rock n roll,
ma ci piace.
crimine rifiutare la relativit del dolore, inventarsi lupi cattivi per le proprie favole.
saturday night, i'm the dreamer! noi - the beat - teniamo solo il ritmo a piccoli segreti sporchi, che vi si attaccano alla carne, i baci interrogati con cattiveria vera, che creano figure enormi, colossi, in guardia ossessiva sulle citt; mura, barricate in piazza per conto della borghesia.
le zanne della seduzione dilaniano il corpo in coma; noi danziamo su cadaveri, mute di pelli, vinceremo la gara di ballo, non siamo falsi negri, e la musica la sentiamo.
voi, state andando fuori tempo, questo assolo non ci piace, il testo non funziona; ma non colpa del drummer, che suona seduto, senza spararsi pose che non siano tecniche.
il magnetismo infame sospirante delle vostre saghe crudeli e seghe prima degli incubi una canzone che conoscete.
noi scendiamo dalle montagne del Tibet, con mitragliatrici, alla conquista delle terre occidentali (torniamo con la pelle scura), pronti per la guerriglia: schizoanalisi e clandestinit: arriviamo distruggiamo fuggiamo.
vedete solo pi un punto all'orizzonte, sforzando gli occhi.
nostre fondamenta.

X
si siede a gambe incrociate, la sposa.
davanti agli eserciti, e si d fuoco, seduta in prima fila, a godersi lo spettacolo della vostra di fine, e del mondo stupratore per fraintendimento ed errori di prospettiva, (gli eserciti del Re dementi si riguardano in snuffmovies).
Alice is a punkrocker. noi ai tamburi. ad imparare pi proverbi assurdi recitandoli al buio. she says brucio il mio corpo perch il corpo l'unica cosa che pu bruciare. tutti manichini quelle cataste di cadaveri, solo un film; e a forza di ripeterlo ci avete convinto.
Baader. Oberdada: predica urbanista nello zoo di Berlino. sparano selvaggi genii, Zurigo in fiamme, Londra chiama citt lontane, il fango non ha onde, submission manifesta, i flauti di Pan, drumsinthenight, pianoforti sulle barricate. you can dance to a rock n roll station!
la minaccia mongolica incombe su Astrahan, stretta fra Persia e Russia; mullah dei fiori, dalle migrazioni improvvise (il gatto sbadiglia in braccio a Jack sapendo che nulla da fare), dove pu poggiare la testa? in versi di federe di cuscino, su vagoni di epilettici, indossando camici da ospedale, on the tunnel of love.
vi avevamo avvertito anche nel 1925 e. v.: noi siamo la rivolta dello spirito umiliato dalle vostre opere, la vendetta ineluttabile, con lacci neri dobbiamo strangolarvi.
entriamo in citt, facciamo psicogeografia, ciucciacazzi, fabbriche nella nebbia armageddon.
ti scopiamo sul pavimento.
come ti scopa la lettera di Artaud al Dalai Lama.
come ti avrebbe scopato la 20enne innamoratasi per l'urlo in onore all'ultimo dei rockers suicidi.
si scopa con la tv accesa su rivolte violente, cataclismi, incidenti automobilistici, questioni ectoplasmatiche, olocaustiche. liti in famiglia, sospiri, spari, silenzi; mostra delle atrocit, remissione dei peccati.
eccoli i soldati dell'amore! come ti scopa la lettera alle veggenti.
il vostro horrorvacui da affrontare (chiaro, non capite la nostra lingua. come colonizzati facciamo un uso nostro del linguaggio dominante).
ora, baby, puoi scopare con i cani, ed accenderti quella sigaretta, il giudizio finito, arriva il principe azzurro, mitraglia tre infermieri, il crocifisso della mensa, e ti porta via, ballando ora al ritmo delle voci.
non sopporteremo senza commettere omicidi che qualcuno dica vi prendete troppo sul serio. vendicheremo le letture tristi delle metamorfosi di Kafka! usciamo dal bagno attorniati da mosche, mammina? muovi i fianchi al basso continuo delle lettere russe. nient'altro che albe rosse. ridete, ridoni! che sfacciati! diranno alcuni.
danziamo per strada, come in un musical acido, un sabbath anni '50, (lei danzava cos bella che un tipo le si avvicin e chiese un trip anche per lui). l'orda vuole l'et dell'oro.
bellivuoti. bellovuoto Sandokan che non brinda all'unit di produzione, bellivuoti noi a scrivere la notte confondendo il rumore del frigo in cucina con il canto dei grilli. con un futuro da terroristi ecologici.
e stavolta neanche l'ultimo temporale estivo riesce a disperderci, ed ancora si sente nell'alba di citt il virus risvegliato della parola pravda verit. and the radio plays ecoterrorismotransmentale.
ed distrazione, come distruzioni alcune necessarie, ne esistono di splendide: sleale pogo atomista, stregoneria dada e apokatastasis.
il regno venuto, il nostro.
salvi dal male e dal bene, bimbi, amatevi l'un l'altra!

XI
noi bimbi atomici
disegnando strane bestie ed insoliti paesaggi, stiamo proprio esagerando. ne siamo fieri, non possiamo fare altro.
proprio di eccedere, giuriamo
noi bimbi atomici

   
  Appunti per una cosa che non c'
 
Max dice che sono nichilista.
Io non sono nichilista.
Io non sono niente.
 

Appunto n1
Questa cosa che non c, questo piccolo inesistente ammasso di parametri cos leggeri e inconsistenti e intangibili questo insipido grumo di cellule tumefatte fini a se stesse dissolte mai iniziate finite esse stesse parlare di un principio di causa che non comporter nulla un primo motore ignobile un principio di sete prendo
prendo un bicchiere lungo oblungo di vetro spesso di circonferenza piuttosto larga pi larga della media pi di quanto ci si aspetta da un bicchiere cosiddetto normale lo prendo
prendo in mano come un piccolo trofeo dinfanzia con la stessa morbida esaltante soddisfazione di un bambino che si piazzato bene in una gara di corsa estiva in montagna una di quelle gare organizzate dalle pro-loco in quasi tutti i luoghi di villeggiatura del mondo prendo
prendo il mio bicchiere spesso spesso fuori dalla media stabilita stringo tra tutte e cinque le dita della mano sinistra la sua superficie regolare morbida fredda e allimprovviso sento che tuttattorno laria calda e umida e pesante, allimprovviso so che il bicchiere che stringo nella mano lunica cosa normale a esistere ora adesso in questo preciso
punto del mondo
del mondo so che tutto il resto una fantasticheria unassurdit infedele so che lui il solo amico presente in grado di ricondurmi a un lieve bencelato stato di grazia perso chiss quando senza che me ne sia accorto

il mio bicchiere esagerato
esagerato dentro c del ghiaccio succhiato dal caldo, resister ancora per poco penso ancora per poco mi terr compagnia ho solo alcune frazioni di tempo per capire poi anche il vetro che morde la mia pelle un minuscolo pezzo del mio corpo poi anche il vetro diventer lentamente come tutto il resto come laria come il mio sudore come tutte queste cose che non esistono non ci sono come tutte queste cose di cui non si pu parlare
parlare bevo la mia vodka alla pesca mi entra dentro scende gi raggiunge ogni angolo della mia intimit sono fatto composto inglobato di vodka alla pesca dolce e densa e fredda ancora per poco scende gi e diventa me diventa una cosa che c ri-diventa si trasforma in un buio di viscere nascoste e sanguinose
sanguinose si trasforma in unaltra cosa esistente sul mondo e basta un sorso per far sparire dallaria un ennesimo piccolo insignificante brandello di materia dolce fluida dal mondo che c assieme a me assieme a me assieme a me

Appunto n2
Se fossi un frammento di porcellana sarei felice dessere me. Un vaso di porcellana falsa maldipinto magari rubato o comprato per due soldi al mercato delle pulci un marted umido, un vaso colorato con tinte banali e stupide magari fantasie gialle e verdi scintillanti magari con puntini impressi l dorati spessi come piccoli sassi tanto per dare un senso deleganza. Se fossi un frammento di puntino dorato sarei felice dessere me. Vomiterei tranquillo immerso nellombra di un telone da fiera o avvolto in una bambagia di foulards sottili come capelli e profumati di essenze indiane. Parlerei allaria come fanno gli uccelli di mattina presto direi cose su cui non ho mai pensato abbastanza sarei ricco di argomenti da segnalare allordine costituito sarei una piccola puttana in vendita sui banchetti di domenica o un simbolo funereo ostentato sul davanzale di una bella antica villa in collina. Se fossi questa cosa che non c e che sa di vodka alla pesca se fossi questa cosa di cui non si pu non si deve non permesso parlare sarei una cosa che non c sarei quello che non sono sarei un vaso ming mai costruito. Questo un appunto importante.

Appunto n 5
La mia voce Kant il mio campo visivo Chopin il mio bicchiere vuoto Karl Rosenkranz la mia cricca protestante di cubetti di ghiaccio Furio Colombo la mie braccia Madre Teresa di Calcutta le mie labbra Chet Baker Miles Davis Tom Harrel i miei piedi abnormi Jack Lemmon & Walter Mattau il mio corpo Aldo Nove Lisy senza dio Giorgia di Mtv il mondo che rotola rotola via da marx alla catastrofe dei comunismi traiettorie e antinomie sel socialismo i vestiti marci sudati immerdati che mi si avvinghiano pro mi si avvinghiano contro innamorati del mio ombelico dei miei punti di sutura,
Billy Wilder che dirige un porno sado maso protagonista assoluta Rita Levi Montalcini i miei sogni impossibili Dylan Dog alle prese col dottor Killex la morte la morte che mi costringe a spiando controllando vagliando i movimenti in cui vivo una ragazza bellissima col vestito a fiori molto scollato e gli occhiali da sole neri che ho incontrato con lo sguardo laltro giorno senza trovare il coraggio di,
bombardieri su Kabul bombardieri vomitanti fase catarsi sganciare scaricare tutto lodio tutto lamore per chi per cosa bombardieri su Hyderabad Dezful Beirut bombardieri su Piazza Vittorio Veneto Torino Italia Pianeta Terra post atomic world post atomic bomb,
io che sono me la mia pelle che non risponde pi davvero il vuoto il pieno la stasi coatta e poi i miei appunti tutti questi appunti numeri uno due tre quattro le parole che non hanno pi uno straccio di senso compiuto capaci come sono di mangiarti maciullarti fagocitarti queste parole bastarde piene di enbbia dentro,
io sono una macchia verde marcio in una tela di Jackson Pollock un volto scimmiato come quelli di Mimmo Jodice io sono un giacciolo sciolto insieme al mondo sono il mio ultimo appunto numero cinque appunti per ununica immenrosimile cosa che non c.

   
 
CRIPTOLOVE
 

quando ti volterai sar l perch tavr seguita finallafinedelmondo trasformando my epidermicsoul allo scadere del mandato dogni pseudogoverno tutto sar cos irreale che poco baster a rompere gli argini and alluvionare la humansociety che voleva fotterci in una vaschetta seppellirci in hotmail.it dellelmo di scipio si cinta la testa sintetizzarci in grassanimale dei migliori allevamenti plasmon dove babybiscotti vengono imprigionati per essere trasformati in omogenizzati da passeggio per addestrare le truppe dellesercito ugandese in italia per sognare di fottersi la nutella per giocare al videopoker per tirare un jollyloker quando ti volterai sar l perch tavr seguita seguita finallafinedelmondo.html andando allhackeraggio della rete rapinando banchedigitali banchedeltempo banchedellospazio carotando milioni di bugs fottendo 10Mbit/sec the united firewalls of america schiavizzando billgates and piegando anche lultimo webmaster al mio desiderio di conoscere tutti i tuoi    percorsi    criptati

   
 
FLOWERSPERMA
 

my flowersperma sgorga abbondante & profumato eau de toilette in my hand liquidodivino me lo spalmo addosso cremoso felloso appiccicoso lhan prodotto i miei golosinsetti odora di fiore cazzuto di manico legnoso che ti sbatto dentro fino in fondo e ti faccio urlare ti faccio urlare ti faccio urlare che viene gi lintera volta celestuosa & skyleste esto liquidodivino facto per le stelle delle astronaute che si toccano vogliose con le astrodita facto per un greenplanet pieno di donne con capezzoli polynesiani nei quali tuffarsi con cazzi immensi e mangiare gelati al limone e sentire la vita che scorre e si espande infondo alla tua figadilatata voglio versare litri di latte mandorlato spermoso nel tuo buco voglio versare il piacere in tutti i physici stati della materia my flowersperma sgorga abbondante & profumato eau de toilette in my hand liquidodivino me lo spalmo addosso cremoso felloso appiccicoso lhan prodotto i miei golosinsetti odora di fiore cazzuto di manico legnoso che ti sbatto dentro

   
 
MISTYC
 
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Che ne sar dei miei gatti se scoppia la guerra ghostrack

Che ne sar dei miei gatti se scoppia la guerra. Magari avvertono i terremoti, ma le bombe no. A volte do loro i resti del salame, di conseguenza hanno un pene invidiabile. Secondo me, loro sono i primi.
Che ne sar di mia nonna se scoppia la guerra. Ha novanta anni ed poco attaccata alla vita. Sostiene di non essersi mai lavata i capelli ed io ritengo che ci sia vero. Secondo me, lei la prima.
Che ne sar del mio tempo se scoppia la guerra. Dovr occuparlo tutto e ne perder il controllo. Mi ritrover un giorno a leggere Spengler sul pullman e mi verr il mal di testa. Secondo me, lui il primo.
Che ne sar del ponte sullo Stretto se scoppia la guerra. Avevo stabilito che mi sarei incatenato con Enzo per impedirne la costruzione. E poi i ponti si sa, li abbattono sempre. Secondo me, lui il primo.
Che ne sar delle trasmissioni che detesto se scoppia la guerra. Da canaglie e miserabili quali sono le sospenderanno subito. E avr vinto senza fare un piano, e avr vinto senza muovermi dalla cucina. Secondo me, loro sono le prime.
Che ne sar della certezza meccanica che tutto quello che deve succedere succeder se scoppia la guerra. Bisogner accelerare verso il futuro. Ci alzeremo al mattino senza sapere cosa fare e lo faremo. Secondo me, lei la prima.
Che ne sar di Berlusconi son se scoppia la guerra. Nonostante perturbanti carte veline disseminate sulla sua strada, continuer ad ingollare Cecchi Paone sborra. Father distrutto acconsentir. Secondo me, lui il primo.
Che ne sar delle scritte nei cessi se scoppia la guerra. Verr tutto ricoperto da esorcismi bellici Afghanistan style, formule marziane magiche, de bello gallico postmoderno. I gay non si incontreranno pi qui, il mercoled alle 12.30. Secondo me, loro sono le prime.
Che ne sar dei miei giocattoli se scoppia le guerra. La cantina sar invasa da derrate alimentari piano anticrisi di pap. Per giocare a Cluedo dovr mangiare un fottio di peperoni sott'olio. stata Miss Scarlet, in biblioteca, con la fune. Secondo me, loro sono i primi.
Che ne sar delle discussioni sui tram se scoppia la guerra. Mi toccher spiegare tutto a tutti. Mi toccher far loro capire che il pericolo incombe, che non pi tempo di relax. Mi toccher far loro capire che possono anche rilassarsi e prepararsi a morire. Mi toccher finire di leggere Spengler. Secondo me, loro sono le prime.
Che ne sar della mia squadra di fantacalcio se scoppia la guerra. Per avere Di Livio ho venduto scorte di politilene, mi sono impegnato a trascrivere i dialoghi dei film porno di Erika Bella, per una tesina di semiotica del tempo. Secondo me, lei la prima.
Che ne sar dei maniglioni antipanico se scoppia la guerra. Vi siete immaginati che macello. Neanche pogare per due ore ad un concerto dei Napalm death. Inoltre in un conflitto intelligente sarebbero obbiettivi sensibilissimi. Pensateci. Secondo me, loro sono i primi.
Che ne sar delle domeniche a piedi se scoppia la guerra. Il tempo residuo necessiter di mezzi trasporto adeguati ad ottimizzare surplus di vita. Per cui scordiamocele. Secondo me, loro sono le prime.
Che ne sar del baccaglio se scoppia la guerra. Il rito e l'attesa verranno considerati un lusso fuori luogo. E questo male. Sar pi semplice convincere fanciulle unne a staccarci un pompino. E questo bene. Nella confusione anche Emilo Fede potrebbe riprodursi. E questo male. Secondo me, lui il primo.


E moi, je suis la guerra.