Adalgisa Fochi
  Madre di Camillo Berneri, Adalgisa Fochi nasce a Parma il 31 luglio 1865. Figlia di un garibaldino di professione medico, che partecipò alla spedizione dei Mille, Adalgisa si dedica all’insegnamento magistrale e, a causa della sua attività, deve sovente trasferirsi in sedi diverse (Milano, Palermo, Reggio Emilia, Arezzo, ecc.). Sposata con un segretario comunale, Stefano Berneri, dal quale nel 1897 ha Camillo, ben presto si separa dal marito, tenendo presso di sé il figlio che, data la minore età, la segue nei vari trasferimenti. Svolge attività culturale e politica di orientamento genericamente “mazziniano” per l’elevazione morale e materiale del proletariato, senza aderire mai ad un partito o ad un’ideologia precisa (socialista o anarchica che fosse). A Reggio Emilia, tiene alcune conferenze presso l’Università Popolare. Nel periodo fascista, essendosi rifiutata di giurare fedeltà al Re e al Regime deve abbandonare la sua professione ed il suo Paese. Raggiunge così Camillo, già esule in Francia, divenendo ben presto un punto di riferimento sia per il figlio, ormai preso nell’ingranaggio della politica, noto come uno dei principali antifascisti europei e costantemente nel mirino delle forze pubbliche di vari Paesi, che per sua moglie Giovanna Caleffi, impegnata dal 1933 in una modesta attività commerciale per la sopravvivenza della famiglia. A Parigi contribuisce all’educazione delle nipoti, Maria Luisa e Giliana. Resta poi nel capoluogo transalpino, anche dopo l’assassinio di Camillo, fino al termine del conflitto mondiale. Rientra a Reggio nell’immediato dopoguerra e qui muore nel 1957.